Artoo: oltre all’applicazione, formazione e didattica con i bambini

Il nostro orso Artoo è protagonista di tante avventure, sempre nuove: nel suo museo si diverte con i più piccoli a parlare di Arte, dove il numero dei quadri da commentare è in continuo aumento perché oltre a Kandinsky e Klee, è stata da poco aperta una nuova stanza dedicata a Van Gogh (https://artoobear.com/la-app-di-artoo/). Oltre a ciò, Artoo è arrivato anche sui banchi di scuola dove è il soggetto principale di tante attività didattiche. Una di queste è stata organizzata da Laura Battistini* – Psicologa dello Sviluppo, Facilitatrice Mindfulness e Insegnante presso la Scuola dell’Infanzia Remondini dell’IC di Castell’arquato (PC).

Vista la particolarità di questo coinvolgimento, abbiamo deciso di intervistare Laura per scoprire di più attorno ai suoi progetti con Artoo.

 Quando e come ha iniziato a coinvolgere i suoi piccoli allievi nel progetto dell’orso Artoo?

Il  progetto “Arte in laboratorio – percorso di avvicinamento all’Arte con la Sezione Api (5 anni)” nasce ad ottobre 2018 dalla necessità di documentare una unità di apprendimento per il mio anno di prova come docente neoassunta presso L’I.C. di Castell’arquato (PC). L’idea di utilizzare il tablet, a supporto della didattica tradizionale, e nello specifico la app “Artoo”, è venuta in seguito grazie allo stimolo di un corso di perfezionamento annuale sulle nuove tecnologie nella didattica. Dopo essere venuta a conoscenza dell’esistenza di questa applicazione, ho deciso di inserirla nel mio progetto visto che si prestava perfettamente all’obiettivo finale e che si adattava alla mia idea di didattica costruttivista.

Lavorare con Artoo per me ha significato avere a disposizione una fonte importante di contenuti multimediali significativi, consentire ai bambini di interagire con l’app in gruppo, e in seguito realizzare un laboratorio artistico pratico in riferimento a quanto osservato.

Quale riscontro ha avuto nello specifico da parte dei bambini?

Questo progetto, “Arte in laboratorio“, mi ha coinvolto particolarmente perché si è sviluppato in modo longitudinale da ottobre a maggio, ogni mercoledì nella fascia pomeridiana, e mi ha dato modo di vedere con i miei occhi il crescente interesse ed aspettative dei bambini in riferimento all’arte e ai pittori trattati. Inoltre, coinvolgere la mia classe nelle registrazioni audio per la nuova stanza di Van Gogh ha funzionato da stimolo, provocando grande curiosità nei bambini: si sono sentiti davvero protagonisti del loro processo di apprendimento.

Dalla sua esperienza, che rapporto hanno oggi i bambini più piccoli (4-6 anni) con l’arte,
in generale?

Durante il progetto ho visto crescere costantemente la motivazione dei bambini. Credo che l’arte possa portare a scoprire le proprie e le altrui emozioni e, se adeguatamente supportata da una didattica attiva, possa portare a diventare fruitori consapevoli di musei, libri e applicazioni tematiche. Penso abbiano funzionato in particolare le modalità interattive di co-costruzione della conoscenza attraverso l’apprendimento cooperativo, i laboratori sempre diversi e l’utilizzo di un’interfaccia motivante come l’applicazione di Artoo. Gli alunni hanno cominciato ben presto a riconoscere i quadri dei pittori di cui parlavamo e a fare osservazioni pertinenti. Per esempio al mercoledì mattina, al mio arrivo, molti bambini pronunciavano la frase: “Oggi arriva Van Goal!“, il burattino protagonista di “Arte in Laboratorio” che, tramite la sua scatola, ci ha condotto a scoprire i pittori. I bambini erano felici di potere scoprire cosa aveva portato e di poter fare attività sempre nuove.

Ho riscontrato, inoltre, una crescente attenzione ai dettagli nelle opere e una memoria visiva che andava ad incrementarsi di volta in volta. Anche la collocazione nello spazio del disegno e il rispetto delle proporzioni, nonché il disegno dal vero, sono andati migliorando. I bambini hanno sviluppato sempre maggiore disinvoltura nell’abbinare un’emozione ad un colore, e a rappresentare emozioni e stati d’animo. Durante il laboratorio abbiamo utilizzato anche la musica che è servita per aiutare la concentrazione e per contrassegnare questo momento.

Un piccolo aneddoto: un giorno una bambina alla domanda della mamma: “Cosa hai fatto oggi a scuola?” ha risposto: “Oggi ho dipinto un quadro di Van Gogh!“, con grande soddisfazione!

 

Posso affermare che con questo progetto ogni bambino ha mostrato interesse nell’arte e ha aumentato l’autostima rispetto alle proprie produzioni artistiche. Anche i bambini diversamente abili, accompagnati dal docente di sostegno, hanno portato a termine ogni attività con interesse.

Conosce altri maestri che utilizzano Artoo per personalizzare la didattica?

Le colleghe con cui ho lavorato si sono interessate con grande curiosità ed entusiasmo ad Artoo.

Vista la sua esperienza in materia quale valore aggiunto dà un progetto di questo tipo ai bambini e all’insegnamento?

Un genitore mi ha recentemente raccontato che la sua bambina, in una libreria, ha voluto acquistare un libro su Van Gogh. Ecco, penso che questo sia il significato di tutto. Tra tutti gli oggetti che avrebbe potuto desiderare ha scelto un libro di Arte.

Che suggerimenti si sente di dare agli altri maestri che volessero inserire Artoo all’interno della loro didattica?

Penso che questo simpatico orso si presti molto bene ad essere accompagnato da laboratori a tema artistico che coinvolgano i bambini attraverso una didattica attiva e socio-costruttivista.

Qualche progetto per il futuro in cui coinvolgerà Artoo (se vuole svelarcelo!)?

Io sono una insegnante e una Psicologa, quindi penso proprio che utilizzerò ancora l’orso Artoo in ambito scolastico, nella formazione e nell’ambito dell’arteterapia.

*Dott.ssa Maria Laura Battistini, Psicologa dello Sviluppo iscritta all’Albo della Emilia Romagna, n.5014
Facilitatrice Mindfulness
Sito web: https://mlaurabattistini.weebly.com/

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Le attività che vi abbiamo raccontato sono un esempio concreto di come partendo da un’applicazione online, si possa portare valore aggiunto alle attività svolte in presenza, in particolare con i bambini. Un progetto di innovazione culturale, che con il supporto di Fondazione Cariplo, è in continuo divenire per contribuire a condividere anche con gli adulti la ricchezza che scaturisce dall’osservare il mondo con gli occhi dei più piccoli.

Se siete interessati a saperne di più o volete entrare a far parte della sperimentazione del progetto Artoo potete scrivere ad artoo@artoobear.com segnalando il vostro interesse a partecipare.